PROGETTO VINCITORE PER LA NUOVA USCITA DELLA METRO NEL RIONE SANITA’

concorso di progettazione in tre fasi per la seconda uscita della metropolitana di Materdei nel rione Sanità. Raggruppamento di professionisti composto da Tecnosistem S.p.a. (capogruppo), S.i.a. Servizi per Ingegneria e Ambiente s.r.l, prof. Arch. Pasquale Miano, l’associazione professionale G.A.P.S. presieduta da Francesco Romano e coordinata da Mario Pucciarelli.

IL BANDO

L’oggetto del concorso prevede la realizzazione di una nuova uscita per la stazione Materdei a servizio del Rione Sanità attraverso il recupero di una cavità tufacea schedata al numero 82 dal Comune di Napoli nella mappatura delle aree di cava esistenti. La cavità risale al 1761 e fu utilizzata, prima, per l’estrazione del tufo e, a seguire, come rifugio antiaereo nella Seconda Guerra Mondiale. Essa è oggi accessibile su via Telesino da un passaggio di servitù interno all’area di proprietà del vicino ristorante e localizzato in adiacenza ad un trivio costituito dalle vie Fontanelle e Sanità con la Calata Fontanelle.

IL PROGETTO

In risposta a quanto richiesto dal bando di concorso, è stata elaborata un’ipotesi progettuale tesa a conservare, consolidare e valorizzare la cavità tufacea, preziosa e misteriosa, delineando un percorso di luci e di ombre nelle viscere di Napoli attraverso l’alternarsi di illuminazione artificiale e naturale. La necessità di collegare la cavità n.82 alla stazione metropolitana di Materdei definisce un lungo percorso interno di attraversamento su cui si innesta una ampia “piazza ipogea”, suggerita dalla naturale articolazione interna della cavità tufacea. Il tracciato di collegamento si sviluppa, dunque, a partire dal quartiere Sanità in spazi interni continui, articolati in un primo tratto di ingresso realizzato mediante un taglio baricentrico nel corpo della gradonata di via Alessandro Telesino ed un secondo tratto lungo il ramo principale della cavità preesistente, completati da nuovi scavi di connessione con la quota delle banchine di stazione. Il varco introdotto, tagliando la porzione di gradonata di più recente realizzazione (infatti la gradonata ha subito una modifica di recente anni 60/70), consente di accedere alle cavità mediante un camminamento in quota che, di fatto, prosegue attraverso la piazza ipogea e lungo il tunnel di nuova realizzazione, su cui si innesta il sistema di collegamenti verticali fissi e meccanizzati alla quota di banchina esistente. Il progetto di consolidamento, recupero e allestimento delle cavità e di realizzazione dei nuovi tratti ipogei declinano in modo differenziato il tema del rapporto tra luci e ombre che è stato posto alla base dell’impostazione progettuale.

All’interno della galleria tufacea la luce naturale entra attraverso il recupero di antichi pozzi per l’estrazione del tufo come “pozzi di luce” lasciando leggere i chiaroscuri propri delle superfici in pietra, mentre lungo i tratti di nuova realizzazione la luce si fa artificiale, generando un’immagine di grande galleria contemporanea animata da istallazioni luminose. L’uso differenziato della luce traduce e enfatizza il tema del “trapasso” da una condizione all’altra, caratteristica del rione Sanità in cui si innesta, dal chiarore diurno urbano al gioco di luci ed ombre del sottosuolo. Ulteriore elemento di distinzione tra le due tipologie di tracciati, deriva dalla diversa interpretazione del tufo come materiale della costruzione. Nella galleria esistente la pietra naturale è lasciata a vista, esaltando e valorizzando le venature e la stratificazione attraverso chiaroscuri naturali generati dai lucernari zenitali. Diversamente, nei tratti di nuova realizzazione, risultato di un’operazione di ulteriore svuotamento del banco naturale, si ha una rilettura in chiave contemporanea del materiale tufaceo. In corrispondenza di questi tratti, difatti, si introduce una successione di pieni e vuoti rappresentata da “scaglie” di tufo a quote differenti che disegnano l’introdosso dello scavo. Capovolgendo la lettura del nuovo tracciato di progetto da seconda “uscita” della stazione Materdei, l’“ingresso” al sistema metropolitano dal quartiere Sanità assume il carattere di marcata centralità, un nodo urbano articolato, un punto di riferimento per il quartiere, dove l’antica dinamica fondativa della “moltiplicazione” dei conventi sembra lentamente riemergere, richiedendo nuove e contemporanee “accessibilità”.

In questo intervento, grande importanza assume, dunque, il tema del varco. L’elemento che segna l’ingresso si materializza in una lamina di acciaio corten che taglia la scala di via Telesino e diventa protagonista di un suggestivo scenario che invita l’utenza ad intraprendere una discesa nel sottosuolo. La lamiera in Cor-ten è, al tempo stesso, parapetto delle porzioni di scala conservate e sede del sistema di illuminazione notturna della soglia, costituendo l’elemento di riconoscibilità all’esterno dell’intero sistema di tracciati interni. Dal varco si intravede la parete di fondo della galleria di ingresso che, con una soluzione architettonica visibile anche dall’esterno, riprende il trattamento della pietra naturale studiato per il tunnel di nuova realizzazione più interno. In tal modo, gli elementi posti ai due estremi si richiamano tra loro come due innesti contemporanei chiamati a ricucire gli elementi preesistenti della stazione e della cavità in un sistema unitario e coerente al proprio interno. La soluzione proposta risulta perfettamente accessibile per tutti e consente di accedere alla stazione, eliminando nella stessa impostazione di partenza, ogni barriera architettonica. Il nuovo tunnel che permetterà di collegare la stazione Materdei con la cava, sarà completamente illuminato, ai due lati verranno posti dei pannelli retroilluminati a led che proietteranno immagini caratteristiche che avranno il compito di amplificare l’illuminazione generando un corridoio di luce che accompagnerà il fruitore fino alla condizione di “buio” presente nella parte successiva del percorso previsto nella cavità esistente. La copertura di questo nuovo tunnel sarà caratterizzata dal tufo, e la pietra lasciata a vista genererà un gioco di pieni e vuoti attraverso alcune incisioni nel materiale. Durante le lavorazioni verranno estrapolati dei blocchi di tufo impiegati nel contesto urbano per generare una relazione tra la città sotterranea e quella in superficie: dalle cavità dove veniva ricavata la pietra da utilizzare per la costruzione della città, oggi si recupererà il tufo proponendolo come opera d’arte che richiami alla memoria il suo storico utilizzo. Il tufo, estrapolato proprio in quel sottosuolo accompagnerà turisti e fruitori all’interno del quartiere abbattendo quel muro che si è creato tra la città e il quartiere successivamente alla costruzione del ponte.

Categorie

Concorsi, Metropolitana Napoli.

Tags

Progetto vincitore nuova metro santità, Architettura partecipata, progettazione urbana, allestimento, GAPS architetti.

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